L’immobile, costituito da 11 unità abitative, è stato completamente riqualificato ed è ricavato da un ex convento religioso delle Suore Carmelitane Scalze.
La definizione “Palazzo degli Acquedotti” deriva dalla presenza di ripartitori d’acqua, destinati agli antichi acquedotti storici genovesi, presenti sulle mura di contenimento dell’edificio.
Il complesso immobiliare è attraversato da una porzione delle “mura del Barbarossa” erette a difesa della città nel 1155, ancora visibili sia dai distacchi a giardino, sia dai due piani destinati a box e posti auto coperti.
L’importanza e le origini del fabbricato fanno sì che sia tutelato dal Ministero dei Beni Culturali (Soprintendenza), il ché comporta alcuni oneri, ma soprattutto dei benefici fiscali per i futuri acquirenti.
le unità immobiliari hanno una superficie che varia tra gli 85 e i 250 mq.; molte di esse sono dotate di spazi esterni, giardini, terrazzi e balconi che, ai piani più alti, godono di una straordinaria panoramicità sulla città e sul porto.
La particolare cura nel taglio degli appartamenti ha consentito di dare nuova destinazione e vita all’antico immobile, pur conservandone le caratteristiche che rendono questi appartamenti moderni vivibili e affascinanti.